TROVARE IL GIUSTO EQUILIBRIO CON ANFFAS TRENTINO

Terza puntata della rubrica dedicata ai progetti per l’abitare inclusivo e la vita operosa delle persone con disabilità finanziati da etika e pubblicati sulla rivista Cooperazione tra consumatori

Diciotto giovani con disabilità stanno per iniziare il proprio progetto di vita indipendente. Gianluca Primon e Linda Pizzo, di Anffas Trentino, raccontano il percorso che li accompagnerà affinché possano ampliare e consolidare le competenze utili per gestire la propria quotidianità.

18 è un numero impegnativo, come pensate di conciliare le diverse esigenze in un solo progetto?

Ogni percorso è unico così come chi decide di intraprenderlo. Da tempo questi giovani hanno espresso il desiderio di sperimentare l’autonomia abitativa e distaccarsi gradualmente dalla famiglia. Il gruppo è molto vario, non solo per l’età compresa tra i 21 e i 32 anni, ma anche per la tipologia di disabilità: intellettiva e disturbi dello spettro dell’autismo. L’obiettivo è offrire a questi ragazzi e ragazze opportunità concrete per raggiungere un traguardo importante senza lasciare nessuno indietro. Non manca però la consapevolezza che ognuno comincia con un diverso bagaglio di esperienze, e il punto di arrivo dipenderà molto dal tempo individuale di ciascuno.  In un percorso così ampio, i giovani con disabilità sono esposti a cambiamenti e sfide quotidiane continue. Gli imprevisti richiedono flessibilità, soprattutto, quando si tratta di adattare i progetti alle reali esigenze e transizioni dei protagonisti.

Come avete strutturato questo percorso?

Scuola Satellite, Casa Satellite e Ultimo Miglio sono i tre passaggi per arrivare all’obiettivo finale: vivere in autonomia. Il primo periodo è dedicato alla conoscenza approfondita sia dei giovani che delle famiglie. Comprendere meglio le abitudini e valutare le aspettative dei figli e dei genitori serve per poter rispondere a domande come: “Chi sono?, Cosa so fare?, Cosa voglio imparare?”, ma anche “Con chi e come voglio vivere?”. Può sembrare banale, ma l’allineamento iniziale aiuta a identificare strategie compatibili con i tempi di evoluzione individuale e strutturare percorsi personalizzati per sostenere gli interessi e le potenzialità di tutti.

Dopo questa prima fase di conoscenza, cosa accade?

I giovani iniziano a praticare le prime attività di abitare autonomo all’interno di appartamenti di Anffas. Cura degli spazi comuni, lista della spesa, corsi di cucina, ma anche gestione delle relazioni sociali e affettive, sono tra i primi esercizi di allenamento. Il periodo di convivenza aiuta a conoscersi reciprocamente, capire le preferenze individuali e definire le aspettative per promuovere il benessere di tutti. Questo passaggio è fondamentale perché si collega poi all’ultima fase del progetto: l’indipendenza abitativa. Certamente, il desiderio di questi giovani va oltre questo traguardo già importante. Alcuni di loro hanno già delle esperienze lavorative, altri sono coinvolti in iniziative di volontariato come il progetto My City. A chi non è capitato ancora di vedere per il comune di Aldeno o la città di Trento giovani alle prese con la manutenzione e la cura degli spazi verdi? La motivazione è forte: vogliono dimostrare che, nonostante le fatiche, possono contribuire alla comunità e avere un ruolo sociale.

La disabilità non è un ostacolo insormontabile, ma una sfida che richiede sicuramente più impegno, bisogna solo mettere le persone nella condizione di potersi esprimere e sperimentare.

Oltre ai progetti per l’abitare sociale, di cos’altro si occupa l’associazione?

Attiva dal 1965 in Trentino, Anffas si estende su tutto il territorio provinciale con 50 servizi e 46 strutture raggiungendo i diversi bisogni della comunità. L’associazione opera nell’ambito socioassistenziale, sociosanitario e di assistenza educativa, con servizi residenziali, semi-residenziali e ambulatoriali. Offre assistenza scolastica per promuovere l’inclusione e l’integrazione di bambini e giovani con bisogni educativi speciali, oltre ad un importante servizio di Officina compiti, rivolto anche agli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento. Tra i propri servizi Anffas da anni ha all’attivo dei centri accreditati per l’acquisizione dei prerequisiti lavorativi; attraverso lo sportello AML convenzionato con l’Agenzia del lavoro, Anffas inoltre offre interventi di orientamento specialistico e di accompagnamento al lavoro ai sensi della legge 68/99.

Molti anche i servizi trasversali di pubblica utilità per le famiglie, come lo sportello informativo “SAI?” per chi è interessato ad approfondire tematiche previdenziali collegate alla disabilità, di tutela e assistenza giuridica e lo sportello “AAA – Antenne Attive Antidiscriminazione”. L’associazione segue oltre mille persone con disabilità intellettiva e relazionale, offrendo progetti diversificati per tutte le fasce di età, dalla prima infanzia alla senilità, con un focus sui disturbi del neurosviluppo. Da decenni ormai Anffas assicura la vicinanza territoriale alle famiglie con servizi personalizzati in linea con l’evoluzione del progetto di vita di ogni persona che prende in carico.