I progetti finanziati

Nei progetti presentati dalle cooperative sociali è stato colto un impegno forte e significativo per la realizzazione di iniziative per l’abitare delle persone con disabilità che segnano un cambio di passo rispetto ai modelli di servizi residenziali ancora oggi dominanti. Servizi certamente importanti ma la sfida che si vuole affrontare è quella di percorrere strade diverse da quelle fino ad ora sperimentate. La valutazione del Comitato Scientifico si è soffermata su cinque assi: la qualità e la chiarezza, la completezza, l’effettiva coerenza con i contenuti dei documenti ispiratori di etika, il contenuto innovativo e la sostenibilità riferita sia alle dimensioni economiche e organizzative sia alle persone con disabilità che saranno coinvolte. Il Comitato inoltre sostiene e orienta nel tempo i progetti a favore delle persone con disabilità.

I PROGETTI SOCIALI FINANZIATI NEL 2017 – 2018

La fase di sperimentazione è iniziata con cinque progetti, presentati da quattro cooperative sociali (CS4, Eliodoro, Il Bucaneve e La Rete) tutte appartenenti alla rete “Abitare il futuro”, che si svilupperanno in diversi territori (Giudicarie, Basso Sarca, Valle dell’Adige e Valsugana). La prima tranche di finanziamento è stata pari a 80.000 euro e nel 2018 sono stati versati gli altri 145.042,00 euro per un ammontare complessivo di 225.042,00 euro.

La Rete ha presentato due progetti che coinvolgono due persone che vivono in una loro casa insieme ad un accogliente (cioè una persona non professionista, quindi non l’operatore della cooperativa) appositamente formato. Il finanziamento è pari a 35.000 euro.

Incontra si rivolge a cinque persone con disabilità (5 donne di età tra i 20 e i 33 anni e 5 uomini tra i 35 e i 70 anni) che potranno vivere esperienze “fuori casa” progressivamente più lunghe finalizzate alla costruzione delle condizioni per un passaggio nel giro di un paio di anni dalla residenzialità temporanea alla vera e propria coabitazione. Il finanziamento è pari a 65.560 euro.

CS4 coinvolge tre persone con disabilità psicofisica tra i 20 e i 36 anni e avvieranno un’esperienza propedeutica alla vita indipendente in un contesto abitativo già individuato a Levico. Il finanziamento è pari a 54.530 euro.

Eliodoro propone un progetto di abitare autonomo per 8 persone tra i 15 i 40 anni, 3 giovani e 5 adulti con disabilità. Il finanziamento è di 69.952 euro.

 

I PROGETTI SOCIALI FINANZIATI NEL 2018 – 2019

Il Comitato scientifico ha esaminato i progetti presentati decidendo di finanziarne cinque, per circa 200mila euro, a favore di 20 beneficiari e proposti da cinque cooperative (La Rete, Iter, Il ponte, Cs4 e Gsh) e che si vanno ad aggiungere ai cinque sostenuti nel 2017.

La Rete, come nei progetti precedenti, fa affidamento su un ‘accogliente’, che condivide l’appartamento con ‘l’accudito’ e si impegna a sostenerlo. I due progetti coinvolgono due persone per un finanziamento complessivo di 33.500 euro.

 Cs4 ha presentato un progetto di coabitazione in Valsugana di due persone con disabilità, che saranno aiutate da dei ‘facilitatori’, con costante monitoraggio da parte degli educatori della cooperativa. Il finanziamento è pari a 40.426 euro. 

Gsh, che opera in Val di Non, ha proposto una coabitazione a tre, che parta con una sperimentazione nei weekend, per abituare le persone con disabilità coinvolte e le loro famiglie a gestire gli aspetti affettivi e relazionali. Il finanziamento è pari a 59.920 euro.

Iter e Il ponte, attive in Vallagarina, hanno pensato all’avvio alla vita autonoma di un numero più folto di utenti, che va dai 12 ai 16, suddivisi in due gruppi di giovani e in due di persone tra i 40 e i 59 anni. Le cooperative hanno individuato persone impegnate in attività lavorative, socio occupazionali o propedeutiche al lavoro, puntando anche sulla sostenibilità nel tempo rispetto al progetto. Il finanziamento è pari a 50.000 euro.

Le abitazioni utilizzate sono in parte messe a disposizione dalle stesse cooperative, in altri casi dalle famiglie o dalle strutture pubbliche.
Tutti i percorsi si basano sul principio che non vi possa essere un abitare autodeterminato per le persone con disabilità se non si supera la logica dell’accudimento e le si riconosce protagoniste del proprio progetto di vita. Verranno coinvolte le persone che vivono nel condominio, nel quartiere, nel paese, diverse organizzazioni territoriali, dai vigili del fuoco all’azienda sanitaria, dagli alpini alla Proloco. Protagoniste accanto alle persone con disabilità sono le loro famiglie cui saranno rivolti percorsi che li aiutino ad affrontare temi delicati quali la paura del distacco, l’elaborazione di soluzioni abitative alternative alla famiglia, il riconoscimento dei desideri e del diritto di autodeterminazione dei loro figli.

Scopri le storie

Scegli l’energia nuova. Economica, ecologica e solidale!

Attiva Etika