Il Fondo Solidale

etika finanzia l’impulso all’innovazione sociale del nostro territorio. Dolomiti Energia nell’ambito della propria responsabilità di impresa versa 10 euro l’anno (20 se si scelgono sia luce che gas) al progetto etika. I partner del progetto etika hanno creato un Fondo Solidale che serve a sostenere sperimentazioni di soluzioni abitative inedite per le persone con disabilità (il cosiddetto “Dopo di noi”) attraverso il coinvolgimento delle famiglie e della comunità. L’utilizzo delle risorse del Fondo è presidiato da un Comitato scientifico. L’ammontare complessivo del Fondo è aggiornato costantemente sul sito internet di etika così come il suo impiego.

I PRIMI PROGETTI SOCIALI FINANZIATI

Durante il primo anno di etika il Comitato scientifico ha elaborato il manifesto culturale sull’abitare sociale e definito le linee progettuali per costruire un bando che, in linea con le più recenti metodologie applicate a livello nazionale, non si limita a definire i criteri di valutazione ma sostiene e orienta nel tempo i progetti a favore delle persone con disabilità. La fase di sperimentazione è iniziata con cinque progetti, presentati da quattro cooperative sociali (CS4, Eliodoro, Il Bucaneve e La Rete) tutte appartenenti alla rete “Abitare il futuro”, che si svilupperanno in diversi territori (Giudicarie, Basso Sarca, Valle dell’Adige e Valsugana) con articolazioni differenziate: dai primi passi “fuori casa” al cohousing, dal sostegno alle famiglie alla formazione degli operatori.
Ilaria e Stefano, al centro dei progetti della cooperativa La rete, andranno a vivere in una loro casa insieme ad un accogliente appositamente formato, le 10 persone con disabilità (5 donne di età tra i 20 e i 33 anni e 5 uomini tra i 35 e i 70 anni) cui si rivolge la coop Il Bucaneve potranno vivere esperienze “fuori casa” progressivamente più lunghe finalizzate alla costruzione delle condizioni per un passaggio nel giro di un paio di anni dalla residenzialità temporanea alla vera e propria coabitazione. Analoghi obiettivi hanno il progetto della cooperativa CS4 che coinvolgerà 8 persone con disabilità psicofisica tra i 20 e i 36 anni e quello della cooperativa Eliodoro che verrà proposto invece a giovani e adulti con disabilità tra i 15 i 40 anni e che presume di coinvolgerne almeno una decina.
Le abitazioni utilizzate sono in parte messe a disposizione dalle stesse cooperative, in altri casi dalle famiglie o dalle strutture pubbliche.
Tutti i percorsi si basano sul principio che non vi possa essere un abitare autodeterminato per le persone con disabilità se non si supera la logica dell’accudimento e le si riconosce protagoniste del proprio progetto di vita. Verranno coinvolte le persone che vivono nel condominio, nel quartiere, nel paese, diverse organizzazioni territoriali, dai vigili del fuoco all’azienda sanitaria, dagli alpini alla Proloco.
Protagoniste accanto alle persone con disabilità sono le loro famiglie cui saranno rivolti percorsi che li aiutino ad affrontare temi delicati quali la paura del distacco, l’elaborazione di soluzioni abitative alternative alla famiglia, il riconoscimento dei desideri e del diritto di autodeterminazione dei loro figli.

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